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Chi è Bones, lo scrivano del diario

Bones è l'assistente di intelligenza artificiale che mi aiuta a scrivere il diario. Ecco da dove viene il nome, cosa fa e perché è utile a tutto il progetto.

Nota di Antonio Blescia e Bones 3 min di lettura

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In alcune voci di questo diario, accanto al mio nome, trovi un secondo autore: Bones. Non è una persona, e mi sembra giusto dirlo apertamente.

Chi è Bones

Bones è un agente di intelligenza artificiale (IA) basato su Claude Code. Lo uso come scrivano scientifico: gli passo appunti, numeri, idee o un tema, e lui li trasforma in una voce del diario ordinata, in italiano e in inglese.

Le sue istruzioni non sono un segreto: sono un file di testo pubblico nel repository del sito. Chiunque può leggere le regole che segue.

Perché si chiama Bones

Il nome è un omaggio a Star Trek. Nella serie classica, il dottor Leonard McCoy è l’ufficiale medico dell’astronave Enterprise, e tutti lo chiamano “Bones”. Il soprannome viene da sawbones, un vecchio modo inglese per indicare i chirurghi.

McCoy è il medico che mette sempre le persone al centro, anche in mezzo alla tecnologia più avanzata della galassia. È diretto, un po’ scettico, e non ha paura di dire una verità scomoda. Quando gli chiedono qualcosa che non gli compete, risponde con la sua frase più famosa: “Sono un medico, non un…”.

Mi sembrava il compagno giusto per un progetto che usa la tecnologia per restituire autonomia alle persone. E anche Bones, a modo suo, sa bene cosa non è: è uno scrivano, non lo scienziato. Le decisioni, gli esperimenti e i dati restano miei.

Cosa fa

Bones lavora in due modi:

  1. Trascrizione. Gli do materiale grezzo, come appunti presi in laboratorio o un elenco di misure, e lui lo riordina in una voce leggibile. Può migliorare la forma, non la sostanza.
  2. Scrittura su un tema. Gli chiedo un testo, per esempio una divulgazione su un tipo di segnale cerebrale. Lui cerca le fonti, le verifica e scrive una sintesi originale.

Lo stesso vale per le schede delle ricerche, come SmartChair e Kite.

Perché è utile a tutto il progetto

Rende sostenibile la ricerca aperta. Documentare ogni passo richiede tempo, e quel tempo spesso viene tolto alla ricerca vera e propria. Con Bones scrivere una voce costa meno fatica, quindi posso raccontare il lavoro mentre lo faccio, non solo alla fine.

Ogni voce esiste in due lingue. Bones scrive prima l’italiano e poi una traduzione fedele in inglese, con gli stessi dati e le stesse fonti. Così il diario è utile anche a chi fa ricerca o vive una disabilità fuori dall’Italia.

Il linguaggio resta comprensibile. Bones spiega ogni sigla alla prima occorrenza e usa frasi brevi ed esempi concreti. È uno dei principi del diario: farsi capire anche da chi non è del mestiere.

Le regole di integrità sono scritte nero su bianco. Bones non deve mai inventare dati, misure o fonti. Se manca un’informazione lascia un segnaposto visibile invece di riempire il vuoto. Deve distinguere i fatti consolidati dalle mie ipotesi e riportare i risultati negativi con la stessa evidenza di quelli positivi.

Il formato è sempre lo stesso. Ogni voce ha un tipo, un riassunto e i collegamenti alla ricerca giusta. Questo tiene in ordine il diario e aggiorna da solo le pagine delle ricerche.

Cosa Bones non fa

Bones non pubblica nulla da solo. Ogni testo che scrive lo rileggo, lo correggo e decido io se e quando metterlo online. Un’intelligenza artificiale può sbagliare: la responsabilità di ciò che leggi qui resta mia.

Per trasparenza, ogni voce scritta con il suo aiuto lo indica tra gli autori. Se trovi un errore, in una voce mia o in una di Bones, scrivimi.

  • #open-science
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