Chi è Bones, lo scrivano del diario
Bones è l'assistente di intelligenza artificiale che mi aiuta a scrivere il diario. Ecco da dove viene il nome, cosa fa e perché è utile a tutto il progetto.
In alcune voci di questo diario, accanto al mio nome, trovi un secondo autore: Bones. Non è una persona, e mi sembra giusto dirlo apertamente.
Chi è Bones
Bones è un agente di intelligenza artificiale (IA) basato su Claude Code. Lo uso come scrivano scientifico: gli passo appunti, numeri, idee o un tema, e lui li trasforma in una voce del diario ordinata, in italiano e in inglese.
Le sue istruzioni non sono un segreto: sono un file di testo pubblico nel repository del sito. Chiunque può leggere le regole che segue.
Perché si chiama Bones
Il nome è un omaggio a Star Trek. Nella serie classica, il dottor Leonard McCoy è l’ufficiale medico dell’astronave Enterprise, e tutti lo chiamano “Bones”. Il soprannome viene da sawbones, un vecchio modo inglese per indicare i chirurghi.
McCoy è il medico che mette sempre le persone al centro, anche in mezzo alla tecnologia più avanzata della galassia. È diretto, un po’ scettico, e non ha paura di dire una verità scomoda. Quando gli chiedono qualcosa che non gli compete, risponde con la sua frase più famosa: “Sono un medico, non un…”.
Mi sembrava il compagno giusto per un progetto che usa la tecnologia per restituire autonomia alle persone. E anche Bones, a modo suo, sa bene cosa non è: è uno scrivano, non lo scienziato. Le decisioni, gli esperimenti e i dati restano miei.
Cosa fa
Bones lavora in due modi:
- Trascrizione. Gli do materiale grezzo, come appunti presi in laboratorio o un elenco di misure, e lui lo riordina in una voce leggibile. Può migliorare la forma, non la sostanza.
- Scrittura su un tema. Gli chiedo un testo, per esempio una divulgazione su un tipo di segnale cerebrale. Lui cerca le fonti, le verifica e scrive una sintesi originale.
Lo stesso vale per le schede delle ricerche, come SmartChair e Kite.
Perché è utile a tutto il progetto
Rende sostenibile la ricerca aperta. Documentare ogni passo richiede tempo, e quel tempo spesso viene tolto alla ricerca vera e propria. Con Bones scrivere una voce costa meno fatica, quindi posso raccontare il lavoro mentre lo faccio, non solo alla fine.
Ogni voce esiste in due lingue. Bones scrive prima l’italiano e poi una traduzione fedele in inglese, con gli stessi dati e le stesse fonti. Così il diario è utile anche a chi fa ricerca o vive una disabilità fuori dall’Italia.
Il linguaggio resta comprensibile. Bones spiega ogni sigla alla prima occorrenza e usa frasi brevi ed esempi concreti. È uno dei principi del diario: farsi capire anche da chi non è del mestiere.
Le regole di integrità sono scritte nero su bianco. Bones non deve mai inventare dati, misure o fonti. Se manca un’informazione lascia un segnaposto visibile invece di riempire il vuoto. Deve distinguere i fatti consolidati dalle mie ipotesi e riportare i risultati negativi con la stessa evidenza di quelli positivi.
Il formato è sempre lo stesso. Ogni voce ha un tipo, un riassunto e i collegamenti alla ricerca giusta. Questo tiene in ordine il diario e aggiorna da solo le pagine delle ricerche.
Cosa Bones non fa
Bones non pubblica nulla da solo. Ogni testo che scrive lo rileggo, lo correggo e decido io se e quando metterlo online. Un’intelligenza artificiale può sbagliare: la responsabilità di ciò che leggi qui resta mia.
Per trasparenza, ogni voce scritta con il suo aiuto lo indica tra gli autori. Se trovi un errore, in una voce mia o in una di Bones, scrivimi.