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    <title>SmartChair — Diario di ricerca (IT)</title>
    <description>Abbattiamo le barriere del movimento attraverso la tecnologia aperta, rendendo l&apos;autonomia e la condivisione scientifica accessibili a tutti.</description>
    <link>https://smartchair.it/diario/</link>
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    <language>it</language>
    <lastBuildDate>Sat, 07 Nov 2026 14:55:12 +0100</lastBuildDate>
    <item>
      <title>Perché apro un diario di ricerca pubblico</title>
      <link>https://smartchair.it/diario/perche-apro-un-diario-di-ricerca/</link>
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      <pubDate>Sat, 07 Nov 2026 00:00:00 +0100</pubDate>
      <description>&lt;p&gt;Di solito la ricerca si vede solo alla fine, in un articolo scientifico che racconta
il risultato e quasi mai la strada per arrivarci. Ho deciso di fare diversamente.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;cosa-troverai-qui&quot;&gt;Cosa troverai qui&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ogni voce del diario ha un &lt;strong&gt;tipo&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Aggiornamento&lt;/strong&gt;: a che punto è una ricerca.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Esperimento&lt;/strong&gt;: cosa ho provato, come e perché.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Risultato&lt;/strong&gt;: cosa ho misurato, con i dati a disposizione di tutti.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Nota&lt;/strong&gt;: appunti, letture, ragionamenti.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Divulgazione&lt;/strong&gt;: spiegazioni per chi non è del mestiere.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Quasi tutte le voci sono legate a una delle mie &lt;a href=&quot;/ricerche/&quot;&gt;ricerche&lt;/a&gt;. Ogni ricerca ha una
pagina che mostra la fase in cui si trova e i prossimi passi.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;perché-in-pubblico&quot;&gt;Perché in pubblico&lt;/h2&gt;

&lt;blockquote&gt;
  &lt;p&gt;La scienza aperta non è solo pubblicare il codice: è rendere comprensibile ciò che si fa.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;p&gt;Lavorare in pubblico mi obbliga a essere chiaro e permette ad altri di correggermi presto.
Se noti un errore, &lt;a href=&quot;/contatti/&quot;&gt;scrivimi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
</description>
      <category>open-science</category>
    </item>
    <item>
      <title>Chi è Bones, lo scrivano del diario</title>
      <link>https://smartchair.it/diario/chi-e-bones/</link>
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      <pubDate>Sat, 07 Nov 2026 00:00:00 +0100</pubDate>
      <description>&lt;p&gt;In alcune voci di questo diario, accanto al mio nome, trovi un secondo autore: &lt;strong&gt;Bones&lt;/strong&gt;.
Non è una persona, e mi sembra giusto dirlo apertamente.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;chi-è-bones&quot;&gt;Chi è Bones&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Bones è un &lt;strong&gt;agente di intelligenza artificiale&lt;/strong&gt; (IA) basato su
&lt;a href=&quot;https://claude.com/claude-code&quot;&gt;Claude Code&lt;/a&gt;. Lo uso come &lt;em&gt;scrivano scientifico&lt;/em&gt;:
gli passo appunti, numeri, idee o un tema, e lui li trasforma in una voce del diario
ordinata, in italiano e in inglese.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le sue istruzioni non sono un segreto: sono un file di testo pubblico nel
&lt;a href=&quot;https://github.com/SmartChairBCI/SmartChairBCI.github.io/blob/main/.claude/agents/bones.md&quot;&gt;repository del sito&lt;/a&gt;.
Chiunque può leggere le regole che segue.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;perché-si-chiama-bones&quot;&gt;Perché si chiama Bones&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il nome è un omaggio a &lt;strong&gt;Star Trek&lt;/strong&gt;. Nella serie classica, il dottor Leonard McCoy è
l’ufficiale medico dell’astronave &lt;em&gt;Enterprise&lt;/em&gt;, e tutti lo chiamano “Bones”. Il soprannome
viene da &lt;em&gt;sawbones&lt;/em&gt;, un vecchio modo inglese per indicare i chirurghi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;McCoy è il medico che mette sempre le persone al centro, anche in mezzo alla tecnologia
più avanzata della galassia. È diretto, un po’ scettico, e non ha paura di dire una verità
scomoda. Quando gli chiedono qualcosa che non gli compete, risponde con la sua frase più
famosa: &lt;em&gt;“Sono un medico, non un…”&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Mi sembrava il compagno giusto per un progetto che usa la tecnologia per restituire
autonomia alle persone. E anche Bones, a modo suo, sa bene cosa &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; è: è uno scrivano,
non lo scienziato. Le decisioni, gli esperimenti e i dati restano miei.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;cosa-fa&quot;&gt;Cosa fa&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Bones lavora in due modi:&lt;/p&gt;

&lt;ol&gt;
  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Trascrizione.&lt;/strong&gt; Gli do materiale grezzo, come appunti presi in laboratorio o un elenco
di misure, e lui lo riordina in una voce leggibile. Può migliorare la forma, non la sostanza.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Scrittura su un tema.&lt;/strong&gt; Gli chiedo un testo, per esempio una divulgazione su un tipo di
segnale cerebrale. Lui cerca le fonti, le verifica e scrive una sintesi originale.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;

&lt;p&gt;Lo stesso vale per le schede delle &lt;a href=&quot;/ricerche/&quot;&gt;ricerche&lt;/a&gt;, come
&lt;a href=&quot;/ricerche/smartchair/&quot;&gt;SmartChair&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;/ricerche/kite/&quot;&gt;Kite&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;perché-è-utile-a-tutto-il-progetto&quot;&gt;Perché è utile a tutto il progetto&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rende sostenibile la ricerca aperta.&lt;/strong&gt; Documentare ogni passo richiede tempo, e quel
tempo spesso viene tolto alla ricerca vera e propria. Con Bones scrivere una voce costa
meno fatica, quindi posso raccontare il lavoro &lt;em&gt;mentre&lt;/em&gt; lo faccio, non solo alla fine.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ogni voce esiste in due lingue.&lt;/strong&gt; Bones scrive prima l’italiano e poi una traduzione
fedele in inglese, con gli stessi dati e le stesse fonti. Così il diario è utile anche a chi
fa ricerca o vive una disabilità fuori dall’Italia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il linguaggio resta comprensibile.&lt;/strong&gt; Bones spiega ogni sigla alla prima occorrenza e usa
frasi brevi ed esempi concreti. È uno dei principi del diario: farsi capire anche da chi
non è del mestiere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le regole di integrità sono scritte nero su bianco.&lt;/strong&gt; Bones non deve mai inventare dati,
misure o fonti. Se manca un’informazione lascia un segnaposto visibile invece di riempire
il vuoto. Deve distinguere i fatti consolidati dalle mie ipotesi e riportare i risultati
negativi con la stessa evidenza di quelli positivi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il formato è sempre lo stesso.&lt;/strong&gt; Ogni voce ha un tipo, un riassunto e i collegamenti alla
ricerca giusta. Questo tiene in ordine il diario e aggiorna da solo le pagine delle ricerche.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;cosa-bones-non-fa&quot;&gt;Cosa Bones non fa&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Bones &lt;strong&gt;non pubblica nulla da solo&lt;/strong&gt;. Ogni testo che scrive lo rileggo, lo correggo e decido
io se e quando metterlo online. Un’intelligenza artificiale può sbagliare: la
responsabilità di ciò che leggi qui resta mia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per trasparenza, ogni voce scritta con il suo aiuto lo indica tra gli autori. Se trovi un
errore, in una voce mia o in una di Bones, &lt;a href=&quot;/contatti/&quot;&gt;scrivimi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
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      <category>open-science</category>
      <category>strumenti</category>
      <category>ia</category>
    </item>
    <item>
      <title>Cos&apos;è una Brain Computer Interface, spiegato in modo semplice</title>
      <link>https://smartchair.it/diario/cos-e-una-brain-computer-interface/</link>
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      <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
      <description>&lt;p&gt;Una &lt;strong&gt;Brain Computer Interface&lt;/strong&gt; (BCI), in italiano &lt;em&gt;interfaccia cervello-computer&lt;/em&gt;, è un sistema
che permette di controllare un dispositivo &lt;strong&gt;senza usare i muscoli&lt;/strong&gt;, a partire dall’attività
del cervello.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;1-il-cervello-è-elettrico&quot;&gt;1. Il cervello è elettrico&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Quando i neuroni comunicano tra loro producono minuscole correnti elettriche. Se milioni di neuroni
lavorano in sincronia, il loro segnale diventa abbastanza forte da essere misurato
&lt;strong&gt;dall’esterno, sul cuoio capelluto&lt;/strong&gt;. Questa tecnica si chiama &lt;strong&gt;elettroencefalografia (EEG)&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;2-ascoltare-il-segnale&quot;&gt;2. Ascoltare il segnale&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Gli elettrodi di una cuffia EEG misurano differenze di tensione di pochi &lt;strong&gt;microvolt&lt;/strong&gt;, cioè
milionesimi di volt. Il segnale è debolissimo e pieno di disturbi: battiti delle palpebre,
movimenti della mascella, la rete elettrica di casa.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;3-riconoscere-unintenzione&quot;&gt;3. Riconoscere un’intenzione&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il cuore di una BCI è il software che riconosce &lt;strong&gt;schemi ricorrenti&lt;/strong&gt; nel segnale. Alcuni esempi:&lt;/p&gt;

&lt;table&gt;
  &lt;thead&gt;
    &lt;tr&gt;
      &lt;th&gt;Paradigma&lt;/th&gt;
      &lt;th&gt;Cosa fa l’utente&lt;/th&gt;
      &lt;th&gt;Cosa cerca il software&lt;/th&gt;
    &lt;/tr&gt;
  &lt;/thead&gt;
  &lt;tbody&gt;
    &lt;tr&gt;
      &lt;td&gt;Motor imagery&lt;/td&gt;
      &lt;td&gt;&lt;em&gt;Immagina&lt;/em&gt; di muovere una mano&lt;/td&gt;
      &lt;td&gt;Variazioni del ritmo sulla corteccia motoria&lt;/td&gt;
    &lt;/tr&gt;
    &lt;tr&gt;
      &lt;td&gt;SSVEP&lt;/td&gt;
      &lt;td&gt;Guarda una luce che lampeggia&lt;/td&gt;
      &lt;td&gt;Un’oscillazione alla stessa frequenza&lt;/td&gt;
    &lt;/tr&gt;
    &lt;tr&gt;
      &lt;td&gt;P300&lt;/td&gt;
      &lt;td&gt;Aspetta uno stimolo raro&lt;/td&gt;
      &lt;td&gt;Un picco circa 300 ms dopo lo stimolo&lt;/td&gt;
    &lt;/tr&gt;
  &lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;

&lt;h2 id=&quot;4-dal-comando-al-movimento&quot;&gt;4. Dal comando al movimento&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Una volta riconosciuta l’intenzione, il sistema invia un comando al dispositivo: un cursore,
una tastiera virtuale oppure, nel caso di SmartChair, una &lt;strong&gt;carrozzina elettrica&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;non-è-lettura-del-pensiero&quot;&gt;Non è lettura del pensiero&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Una BCI non &lt;em&gt;legge i pensieri&lt;/em&gt;. Riconosce solo un numero ridotto di schemi che l’utente produce
&lt;strong&gt;volontariamente&lt;/strong&gt; dopo un periodo di allenamento. È uno strumento che si impara a usare,
un po’ come imparare a guidare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nelle prossime voci del diario vedremo nel dettaglio come funziona ciascuno di questi passaggi.&lt;/p&gt;
</description>
      <category>bci</category>
      <category>eeg</category>
    </item>
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